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Candy candy
Una serata passata a navigare su internet. Ti capita di trovare su YouTube il tipo che mette online tutti i cartoni animati della tua infanzia.
E’ a questo punto che scatta la domanda del “committente” che è seduto a fianco a te sul divano: “come faccio per scaricarli tutti, che me li guardo con calma?”.
Beh, in questo caso il cliente va assolutamente assecondato. Come fare diversamente? E il programmatore che c’è in te riaffiora dal letargo di mail e telefonate sotto cui l’hai sepolto.
Metti insieme i pezzi:
- youtube…
- poi hai un ricordo.. “com’era quel sito che era quasi un www.youtube.com + qualcosa?”. Sicuramente me lo sono salvato su del.icio.us. Sapevo che mi sarebbe tornato utile: www.pwnyoutube.com. Facci un giro. Interessante..
Poi i pezzi finali:
- un talk di govoni al linuxday di un paio d’anni fa: in fondo c’è da ottenere l’url del file.
- python e BeautifulSoup (si poteva usare lxml, ma non lo conosco bene, il committente ha fretta.. in serata il lavoro va finito)
Un paio d’ore di lavoro, un po’ di analisi del’html che youtube e pwnyoutube generano e via: tutti i filmati di Candy Candy si possono scaricare sul tuo piccì.
Il package python lo trovi su pypi, ma, se vuoi contribuire, il sorgente è su googlecode.
Banale da usare:
tauntaun.local:/home/massimo massimo$ python
>>> from candy.candy import Candy
>>> c = Candy('culttoon2', path='/home/massimo/videos', howmany=250)
>>> c.run()
nella cartella ‘/home/massimo/videos’ ti trovi tutti i filmati.
Ovviamente le cose son più facili se usi linux o mac. Se però non sei passato ad un sistema operativo superiore occorre proprio che ti installi python.
Un nuovo sistema operativo?!
E’ da poco stato presentato il nuovo windows, il 7. Forse sarà il salvataggio di M$ dopo il flop di Vista, forse no. Non importa un gran che. Ma da una serata con amici informatici è nata la domanda:
ma cosa ti aspetti da un nuovo sistema operativo?!?
Il punto è che negli ultimi 15 anni non ci sono state *enormi* evoluzioni. Si, si, c’è stato il passaggio dal Dos a win32 a linux agli ultimi macosx.
Ma stravolgimenti veri e propri non ne ho sinceramente visti. Il desktop, beh è il desktop. Il mouse, qualche nuovo bottone o qualche *gesture* modaiola. Le icone da cliccare, un click, due click. Ma da win 3.1 al mio mac che sto usando ora.. insomma è di quella.
Anche Linux in fondo è ancora tanto simile ad uno Unix che fa tanto anni ‘70/’80 [1].
Credo che la domanda non sia veramente quella. Credo che non abbiamo bisogno del *nuovo* sistema operativo, ma di un nuovo modo di pensare la gestione delle informazioni.
In fondo che il mio file sia salvato su un disco che mi porto sempre dietro o su un server cui sono sempre collegato, sempre, alla fine mi importa davvero? che senso ha installare le applicazioni? sto scrivendo in un form dentro un browser collegato ad un sito di cui ignoro bellamente tutti i dettagli tecnici. dove si trova, che sistema operativo usa, che formato di dati utilizza, c’è il journaling sul disco? mah.
E’ facile pensare per me che google sia il prossimo step, che tutto sia online, ma c’è chi è ancora più avanti, chi stavolta l’ha pensata grossa.
Ecco, quello è il nuovo sistema operativo.
Ma forse in questo caso occorre aspettare ancora qualche annetto..
[1] e qui alcuni mi stanno maledicendo di brutto :)
“First post”
E’ un anno giusto che ho deciso di “bloggare”!
E’ un anno giusto che con pigra periodicità torno su questa pagina vuota, bianca, agghiacciantemente bianca.
E’ un anno giusto che gira e rigira non trovo mai il momento, le parole, l’idea giusta per riempirla. C’è sempre qualcosa di più urgente, o qualcosa di più importante, o l’emergenza.. oppure ti ritrovi lì con tutto a posto, il silenzio, il momento, tutto.. ma non sai assolutamente che scrivere.
Ieri sera ero al cinema. Un dopo cinema, per essere precisi, di un film pessimo di un pomeriggio natalizio. Con la mia ragazza e alcuni vecchi amici si parlava dei ritmi frenetici che teniamo tutti quanti.
Uno di loro ha tirato fuori dal cilindro la metafora del bicchiere da riempire. Se usi dei sassi lo riempi velocemente e ti sembra completo, ma se aggiungi sabbia scopri che c’è dell’altro spazio che non avevi notato. Prova ad aggiungere acqua e anche gli spazi che ti sembrava non esistessero si colmano.
Molto bello, molto evocativo. Potrebbe anche applicarsi alla vita. Potrebbe.
In effetti ora sono in un granello di sabbia che va a riempire un buco di tempo, c’è il silenzio, c’è il momento, c’è la calma giusta per partire con un weblog. E c’è anche di che raccontare in una pagina di internet che forse nessuno leggerà mai.
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