Archive for the ‘life’ Category

la triple dopo il mostro

Dopo dieci anni di fedele gironzolare con il mio M900, lo scorso settembre ho comprato una speed triple.

Speed Triple 1050

Speed Triple 1050

Avrei taaaanto voluto provarla subito, ma l’autunno incombente ha messo  l’italia in una morsa di ghiaccio e non mi è parso saggio mettermi a fare il fenomeno con un mezzo che non conoscevo. La verità è che c’era un freddo barbino e si stava così bene sul divano con un bel plaid :)

Ma andiamo oltre. Oggi la prima uscita. Figurati se poteva essere una bella giornata, no doveva esserci quel freddino appena sotto la temperatura sopportabile. Ma il “vero motociclista” non si fa demoralizzare.

Sulle prime ero titubante, sai il ducatone con i suoi due cilindri ogni apertura del gas è piena e progressiva, sempre. La ciclistica leggera ti porta in piega e tutto è armonico e normale. Quest’altra invece è più alta, i tre cilindri sembrano non rispondere così rapidamente. Oddio non sarà mica come una giapponese!!

Mi allungo in autostrada, voglio vedere com’è la protezione. Buona. L’accelerazione è notevolmente superiore al monsterino, non sembrava gironzolando per città. E’ stabile e con meno vibrazioni.

Il passo della raticosa innevato

Il passo della raticosa innevato

Esco a San Lazzaro, adesso si prova com’è in appennino. Perchè è lì che va provata, giusto? non vorrai mica prendere una nuda e dire “ma guarda com’è stabile in autostrada..” oppure “da casa al bar ho consumato poco, oggi”. Non è mica un BMW (e io non sono un fighetto da bar..)

No, la moto va portata a spasso tra curve e tornanti, poche storie. E l’oggettino si muove meglio. Si, è proprio il suo habitat. La piega è meno rapida del monster, non sono ancora abituato, soprattutto nelle curve più strette. Però è stabile per giove, davvero un sacco. E torna su rapidamente. In un attimo esci dalla curva e sei pronto per aprire.

E la triple canta, canta proprio. Ad ogni accelerata la senti salire di giri così rapidamente che non te ne rendi conto. Ad ogni frenata gli scarichi borbottano in attesa di entrare in curva. Non ho provato a frenare in modo deciso, ma l’impressione è che non rallenti tantissimo.

Le sospensioni sono “strane”, sono morbide ad assecondare l’asfalto. Ovviamente io paragono sempre il tutto al monster, ma hai la sensazione che in frenata ti ritroverai a fine corsa come niente fosse. Invece no. Sono belle rigide e una volta impostata la curva sei su un binario.

E’ molto più scorbutica di quello che sembrava e, soprattutto con l’asfalto sporco e umido di oggi, ogni tanto spesso la senti muoversi in uscita. Ma ti asseconda, ti segue, risponde rapida come ti muovi sulle pedane.

Beh, ho sempre affermato e continuo a pensarlo che non importa molto la moto che guidi, ma come la guidi. Però 10 anni di tecnologia tra il M900 e la Triple 1050 sono tanti. Oggettivamente è tanto più semplice portare a spasso questa che la vecchia.

E’ stato bello guidare il monster, ma ora credo che mi divertirò con questa nuova amichetta.

Citybook ferrarese

citybook-ferrara

Il logo di presentazione di citybook.ferrara.it

Nei giorni scorsi è stato presentato www.citybook.ferrara.it alla stampa e alla città. Oggi, dalle 12, è ufficialmente aperto anche se già dai giorni scorsi era possibile iscriversi.

Ovviamente, curioso come sono, già ieri ho fatto un giro di prova…

La grafica è ben fatta ed è molto gradevole, almeno per il mio gusto. C’è il servizio di blog, la lavagna, la possibilità di inserire il tuo stato. Puoi anche cercare altri ferraresi che si sono iscritti e interagire in un qualche modo con loro.

Il servizio è ancora assolutamente e dichiaratamente in beta e quindi tutta una serie di “cosine” non sono disponibili o completamente funzionanti. Ma tant’è.. è una beta signori!

Però:

  • dato che esistono numerosi servizi già funzionanti e largamenti diffusi (es. ning, piuttosto che facebook cui chiaramente si ammicca) perchè si è sentita la necessità di creare l’ennesima piattaforma? Il “cos’è?” e il “per chi è?” che trovi nel footer non lo dicono.
  • allo stato attuale, qual’è l’obiettivo finale che si intende raggiungere? Non dal punto di vista sociale, questo lo è, ma dal punto di vista del framework e dei servizi che a regime si vorranno mettere a disposizione.

Personalmente, non credo proprio che lo utilizzerò: è ridondante rispetto a quelli cui sono attualmente iscritto e, al momento, di certo largamente con un potenziale minore.

Candy candy

Una serata passata a navigare su internet. Ti capita di trovare su YouTube il tipo che mette online tutti i cartoni animati della tua infanzia.

E’ a questo punto che scatta la domanda del “committente” che è seduto a fianco a te sul divano: “come faccio per scaricarli tutti, che me li guardo con calma?”.

Beh, in questo caso il cliente va assolutamente assecondato. Come fare diversamente? E il programmatore che c’è in te riaffiora dal letargo di mail e telefonate sotto cui l’hai sepolto.

Metti insieme i pezzi:

Poi i pezzi finali:

  • un talk di govoni al linuxday di un paio d’anni fa: in fondo c’è da ottenere l’url del file.
  • python e BeautifulSoup (si poteva usare lxml, ma non lo conosco bene, il committente ha fretta.. in serata il lavoro va finito)
Candy su YouTube

Candy su YouTube

Un paio d’ore di lavoro, un po’ di analisi del’html che youtube e pwnyoutube generano e via: tutti i filmati di Candy Candy si possono scaricare sul tuo piccì.

Il package python lo trovi su pypi, ma, se vuoi contribuire, il sorgente è su googlecode.

Banale da usare:

tauntaun.local:/home/massimo massimo$ python
>>> from candy.candy import Candy
>>> c = Candy('culttoon2', path='/home/massimo/videos', howmany=250)
>>> c.run()

nella cartella ‘/home/massimo/videos’ ti trovi tutti i filmati.

Ovviamente le cose son più facili se usi linux o mac. Se però non sei passato ad un sistema operativo superiore occorre proprio che ti installi python.

Un nuovo sistema operativo?!

E’ da poco stato presentato il nuovo windows, il 7. Forse sarà il salvataggio di M$ dopo il flop di Vista, forse no. Non importa un gran che. Ma da una serata con amici informatici è nata la domanda:

ma cosa ti aspetti da un nuovo sistema operativo?!?

Il punto è che negli ultimi 15 anni non ci sono state *enormi* evoluzioni. Si, si, c’è stato il passaggio dal Dos a win32 a linux agli ultimi macosx.

Ma stravolgimenti veri e propri non ne ho sinceramente visti. Il desktop, beh è il desktop. Il mouse, qualche nuovo bottone o qualche *gesture* modaiola. Le icone da cliccare, un click, due click. Ma da win 3.1 al mio mac che sto usando ora.. insomma è di quella.

Anche Linux in fondo è ancora tanto simile ad uno Unix che fa tanto anni ’70/’80 [1].

Un vetro informativo?!

Che fiore è?

Credo che la domanda non sia veramente quella. Credo che non abbiamo bisogno del *nuovo* sistema operativo, ma di un nuovo  modo di pensare la gestione delle informazioni.

In fondo che il mio file sia salvato su un disco che mi porto sempre dietro o su un server cui sono sempre collegato, sempre, alla fine mi importa davvero? che senso ha installare le applicazioni? sto scrivendo in un form dentro un browser collegato ad un sito di cui ignoro bellamente tutti i dettagli tecnici. dove si trova, che sistema operativo usa, che formato di dati utilizza, c’è il journaling sul disco? mah.

E’ facile pensare per me che google sia il prossimo step, che tutto sia online, ma c’è chi è ancora più avanti, chi stavolta l’ha pensata grossa.

Ecco, quello è il nuovo sistema operativo.

Ma forse in questo caso occorre aspettare ancora qualche annetto..

[1] e qui alcuni mi stanno maledicendo di brutto :)

“First post”

E’ un anno giusto che ho deciso di “bloggare”!

E’ un anno giusto che con pigra periodicità torno su questa pagina vuota, bianca, agghiacciantemente bianca.

E’ un anno giusto che gira e rigira non trovo mai il momento, le parole, l’idea giusta per riempirla. C’è sempre qualcosa di più urgente, o qualcosa di più importante, o l’emergenza.. oppure ti ritrovi lì con tutto a posto, il silenzio, il momento, tutto.. ma non sai assolutamente che scrivere.

Ieri sera ero al cinema. Un dopo cinema, per essere precisi, di un film pessimo di un pomeriggio natalizio. Con la mia ragazza e alcuni vecchi amici si parlava dei ritmi frenetici che teniamo tutti quanti.stones-in-a-glass

Uno di loro ha tirato fuori dal cilindro la metafora del bicchiere da riempire. Se usi dei sassi lo riempi velocemente e ti sembra completo, ma se aggiungi sabbia scopri che c’è dell’altro spazio che non avevi notato. Prova ad aggiungere acqua e anche gli spazi che ti sembrava non esistessero si colmano.

Molto bello, molto evocativo. Potrebbe anche applicarsi alla vita. Potrebbe.

In effetti ora sono in un granello di sabbia che va a riempire un buco di tempo, c’è il silenzio, c’è il momento, c’è la calma giusta per partire con un weblog. E c’è anche di che raccontare in una pagina di internet che forse nessuno leggerà mai.