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Citybook ferrarese

citybook-ferrara

Il logo di presentazione di citybook.ferrara.it

Nei giorni scorsi è stato presentato www.citybook.ferrara.it alla stampa e alla città. Oggi, dalle 12, è ufficialmente aperto anche se già dai giorni scorsi era possibile iscriversi.

Ovviamente, curioso come sono, già ieri ho fatto un giro di prova…

La grafica è ben fatta ed è molto gradevole, almeno per il mio gusto. C’è il servizio di blog, la lavagna, la possibilità di inserire il tuo stato. Puoi anche cercare altri ferraresi che si sono iscritti e interagire in un qualche modo con loro.

Il servizio è ancora assolutamente e dichiaratamente in beta e quindi tutta una serie di “cosine” non sono disponibili o completamente funzionanti. Ma tant’è.. è una beta signori!

Però:

  • dato che esistono numerosi servizi già funzionanti e largamenti diffusi (es. ning, piuttosto che facebook cui chiaramente si ammicca) perchè si è sentita la necessità di creare l’ennesima piattaforma? Il “cos’è?” e il “per chi è?” che trovi nel footer non lo dicono.
  • allo stato attuale, qual’è l’obiettivo finale che si intende raggiungere? Non dal punto di vista sociale, questo lo è, ma dal punto di vista del framework e dei servizi che a regime si vorranno mettere a disposizione.

Personalmente, non credo proprio che lo utilizzerò: è ridondante rispetto a quelli cui sono attualmente iscritto e, al momento, di certo largamente con un potenziale minore.

“First post”

E’ un anno giusto che ho deciso di “bloggare”!

E’ un anno giusto che con pigra periodicità torno su questa pagina vuota, bianca, agghiacciantemente bianca.

E’ un anno giusto che gira e rigira non trovo mai il momento, le parole, l’idea giusta per riempirla. C’è sempre qualcosa di più urgente, o qualcosa di più importante, o l’emergenza.. oppure ti ritrovi lì con tutto a posto, il silenzio, il momento, tutto.. ma non sai assolutamente che scrivere.

Ieri sera ero al cinema. Un dopo cinema, per essere precisi, di un film pessimo di un pomeriggio natalizio. Con la mia ragazza e alcuni vecchi amici si parlava dei ritmi frenetici che teniamo tutti quanti.stones-in-a-glass

Uno di loro ha tirato fuori dal cilindro la metafora del bicchiere da riempire. Se usi dei sassi lo riempi velocemente e ti sembra completo, ma se aggiungi sabbia scopri che c’è dell’altro spazio che non avevi notato. Prova ad aggiungere acqua e anche gli spazi che ti sembrava non esistessero si colmano.

Molto bello, molto evocativo. Potrebbe anche applicarsi alla vita. Potrebbe.

In effetti ora sono in un granello di sabbia che va a riempire un buco di tempo, c’è il silenzio, c’è il momento, c’è la calma giusta per partire con un weblog. E c’è anche di che raccontare in una pagina di internet che forse nessuno leggerà mai.