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Finalmente il mio ambiente pythonico sul Mac

Ho appena sistemato l’installazione di python sul Mac.

C’erano tre problemini che avevo trascurato da tempo e che alla fine son venuti al pettine:

  • python2.4: avevo ancora un vecchio python installato da un universal installer di un plone3.0.x
  • readline: pdb era inusabile. Il fatto che programmi solo saltuariamente e nei weekend non è una gran scusa..
  • roadrunner non andava.

Un paio di dritte da qualche compare e una ricerchina con l’amichevole google alla fine hanno risolto, anche velocemente il problema.

Prima di tutto ho installato MacPorts. Questa era un’operazione che avevo già fatto appena comprato il Mac e avevo lasciato un po’ di configurazioni a metà. Quindi prima di tutto ho tolto python24 e pil:

sudo port uninstall python24 @2.4.4_1+darwin_8
sudo port install python24
sudo port install python_select
sudo python_select python24
sudo port install py-pil

ho poi montato easy_install:

wget peak.telecommunity.com/dist/ez_setup.py
/opt/local/Library/Frameworks/Python.framework/Versions/
                     Current/bin/python ez_setup.py

quindi ho aggiornato il .bashrc per utilizzare questo python e un’utility basata su readline:

export PATH=/opt/local/Library/Frameworks/Python.framework/Versions/2.4/bin:$PATH
export PYTHONSTARTUP=$HOME/.pythonrc.py

e

#!/usr/bin/env python
import readline,rlcompleter
class irlcompleter(rlcompleter.Completer):
        def complete(self, text, state):
                if text == "":
                        #you could  replace \t to 4 or 8 spaces if you prefer indent via spaces
                        return ['\t',None][state]
                else:
                        return rlcompleter.Completer.complete(self,text,state)
#you could change this line to bind another key instead tab.
readline.parse_and_bind("tab: complete")
readline.set_completer(irlcompleter().complete)

però, sgrunt, avevo dimenticato readline e quindi nulla andava. MacPorts però è venuto velocemente in aiuto.

sudo port install py-readline

ora manca solo virtualenv:

easy_install virtualenv

e tutto funziona. Sono contento.

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mappe google su plone

Lo sapete tutti, ormai siamo tutti molto web2.0 e una delle funzionalità più cool è geotaggare i contenuti rendendoli visibili su una mappa. E Google nella sua magnificenza ci offre un buon servizio di mappe con apposite API per utilizzarlo.

In Plone sono stati realizzati, nel tempo, diversi prodotti da varie aziende nel mondo:

L’ultimo in ordine di tempo e sicuramente il migliore, ovviamente imho, è Products.Maps di Jarn.

products.maps

Un sacco di Location colorate su una mappa

Un sacco di Location colorate su una mappa

Offre poche ed estremamente utili funzionalità:

  • un nuovo contenuto “Location” (“Posto” in italiano), con tanto di icone colorate e ricerca del punto sulla mappa e preview del risultato. In pratica una pagina standard di Plone con in più la funzionalità di essere “piazzata” su una mappa.
  • una vista che disegna una mappa di google e che è applicabile via menu a cartelle e cercatori

Utilizzando Maps puoi quindi creare delle cartelle all’interno delle quali inserire “posti”. Essendo contenuti plone questo significa che puoi associare permessi, workflow, parole chiave ecc.

A questo punto puoi anche creare il tuo cercatore che prenda tutte le location con una certa parola chiave o quelle in un certo stato e visualizzarle assieme.. in una nuova mappa.

Ma la cosa migliore che fa è di essere stato realizzato con tecnologia Z3 il che lo rende facilmente estendibile. quindi…

redturtle.maps.core

Il punto fondamentale è: Products.Maps è un ottimo prodotto, ma.. non tiene conto di tutti gli altri contenuti Plone. Nemmeno quelli base. Insomma, tutti i contenuti plone (basta che estendano ATContentType) hanno un bellissimo campo “Location” in cui solitamente indichi un indirizzo. Questo campo è bellamente ignorato da tutti. Eppure sarebbe così utile.

L’idea che abbiamo avuto con Andrew Mleczko è stata quindi quella di estendere Maps fornendo un adapter (o un set di adapter) per tutti i contenuti plone. L’unica condizione è che abbiano il campo Location valorizzato. Et voilà redturtle.maps.core è uscito dal cilindro.

Hey, nulla di devastantemente complicato (e questo il bello di plone..). Ma, secondo me, è esattamente quello che mancava per chiudere il cerchio.

Una prima release è stata rilasciata in occasione del Linuxday 2009 e ho avuto la possibilità di presentarla a Ferrara.

Poi, l’appetito vien mangiando, Andrew e Luca Fabbri hanno dato un ulteriore contributo alla cosa: il secondo ha migliorato la parte di query a google per tradurre l’indirizzo in coordinate geografiche, il prima ha dapprima realizzato una portlet (redturtle.maps.portlet) e quindi ha reso disponibile un template che effettua ricerche basate sui parametri che gli vengono passati e visualizza il tutto, ovviamente, in una mappa.

Vedi come funziona

Vedi come funziona

Nel frattempo ho esplorato la possibilità di avere baloon e icone differenziati per tipo.

Sempre sfruttando le funzionalità di plone/zope3 il comportamento relativo ai baloon potrà essere “overridden” in qualsiasi momento. in questo senso redturtle.maps.core è una specie di configurazione “out-of-the-box”.

Per il futuro, ci sono tutta una serie di funzionalità che vorremmo sistemare. Ad esempio i baloon appaiono veramente enormi: un contenuti plone è troppo verboso. Occorre pensare ad una soluzione.

Non nascondo che mi piacerebbe riuscire ad integrare il tutto in un’unica soluzione con Maps.

Stay tuned.

Pagine composite con Plone

Com’è noto Plone offre un’interfaccia in cui al centro della pagina visualizzi un oggetto per volta: una pagina, un evento, una news.

Non è, di base, possibile avere contemporaneamente più contenuti provenienti da punti differenti del portale oppure mettere assieme un cercatore, un testo libero e il contenuto di una cartella.

Nei giorni scorsi mi sono trovato a valutare alcuni prodotti Plone che offrano la possibilità di creare pagine composite. Mi sono imbattuto in questi:

I primi due usano un approccio simile ovvero ti permettono di riutilizzare o di inserire contenuti plone all’interno di un’area nella pagina. Gli altri due invece sfruttano le portlet come fornitrici di contenuti.

L’elenco non è esaustivo, ma questi mi sono sembrati abbastanza utilizzabili anche per un utente non esperto. Per tutti quanti l’idea è quella di fornire un meccanismo (abbastanza) facilmente usabile da chiuque e non quello di permettere di creare layout astrusi. Questo è roba per “designer”: gli editor si limitino a inserire e aggregare contenuti.. ;)

CMFContentPanels

contentpanels

CMFContentPanels: due box affiancati

Questo è un prodotto nato con la versione precedente di Plone (la 2.x), ma recentemente è stato modificato e ora funziona anche con la 3.x.

E’ alquanto versatile e l’avevo già utilizzato con la 2.5. Oggi, sinceramente, trovo il suo approccio un po’ datato. Speravo che il porting alla 3.x avesse introdotto ulteriori funzionalità, ma l’impianto generale è tendenzialmente lo stesso.

Inoltre gestisce gli allineamenti tramite tabelle. Dal punto di vista dell’accessibilità non è la soluzione ideale. Buono il fatto che i vecchi portali 2.5 possano essere migrati alla 3.x senza dover obbligatoriamente ricrearne parti ex-novo.

Collage

Ho molto apprezzato Collage per la sua flessibilità. Fondamentalmente funziona a righe all’interno delle quali vai ad aggiungere colonne. In ogni colonna, uno sotto l’altro, puoi aggiungere elementi. Non è studiato per “intabellare” contenuti, quindi non pensare a questo utilizzo, sarebbe una forzatura. E’ tutto realizzato tramite DIV quindi un po’ di CSS può essere d’aiuto per aggiungere un tocco di grafica in più. Tra l’altro ogni oggetto ha la sua classe e/o il suo id per cui è semplice identificare il punto su cui si può agire.

Collage (preview da plone.org)

Collage (preview da plone.org)

Ogni elemento può essere aggiunto attraverso semplici e intuitivi menù a scomparsa.

I contenuti che si possono inserire sono tutti quelli disponibili nel portale plone. Questo significa che eventuali tipi custom possono essere utilizzati. Inoltre puoi sia riusare oggetti già creati in qualche altra parte del portale che crearne di nuovi: verranno salvati all’interno del collage stesso.

L’interfaccia è debolmente usabile e ti permette di muovere gli elementi riordinandoli velocemente attraverso delle piccole frecce. Ho solo avuto qualche noia utilizzando l’opzione di copia: da riprovare questa funzionalità.

In generale l’ho trovato ottimo e molto facilmente utilizzabile.

Products.ContentWellPortlets

Questo è il primo dei due prodotti basati su portlet. L’idea è quella di fornire due aree “attive” all’interno delle quali inserire portlet: una sopra il contenuto corrente, una sotto.

contentwellportlet

un sacco di portlet!

Si applica quindi a qualsiasi oggetto tu vada a creare all’interno del portale e sfrutta tutte le regole delle normali portlet di plone. Questo significa che se in un folder aggiungi una portlet statica in testa, questa apparirà in tutte le pagine contenute nel folder. Esattamente come accade per le due colonne laterali.

Il principale vantaggio sta proprio in questo: essendo applicabile ovunque non hai la necessità di creare tipi ad hoc per avere contenuti speciali. Lo svantaggio è che puoi utilizzare solo portlet e non reali contenuti. Con il tempo le portlet disponibili saranno sempre più e sempre più pervasive: questo svantaggio calerà.

Non puoi e non potrai mai in ogni modo, però, aggiungere un contenuto come tipo custom alla stregua di Collage.

collective.portletpage

E’ un nuovo tipo di contenuto vero e proprio.

E’ una normale pagina Plone con in fondo 4 aree (nord, sud, est, ovest) in cui aggiungere portlet. A differenza del precedente ti permette di gestire con più flessibilità il layout delle portlet: in fondo hai due aree in più…

Anche questo prodotto è ben fatto ed è assolutamente plonish. D’altra parte l’autore è una garanzia in questo senso.

Credo che possa essere molto utile per strutturare sottohomepage di un portale o comunque punti di raccolta di informazioni. Il fatto che sia in ogni caso un’estensione di Page ne limita in parte l’utilizzo estensivo: e se volessi le stesse funzionalità su un evento? avrei bisogno di collective.portletevent? D’altra parte, uno sviluppatore può “prendere spunto” molto facilmente da questo prodotto.

Il fatto che utilizzi le portlet poi ha gli stessi vantaggi/svantaggi del precedente.

la gestione

la gestione

il risultato

il risultato